Sondaggio Ghisleri: le percentuali dei partiti dopo il voto

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Fratelli d’Italia non smette di crescere mentre il Pd è in discesa. La coalizione di centrodestra si attesta al 43.5 per cento e il centrosinistra al 25.6.

È quanto primo sondaggio dopo il voto, realizzato da Euromedia Research e svelato nella puntata di “Porta a Porta” di giovedì 29 settembre.

Nella rilevazione svolta dall’Istituto di Alessandra Ghisleri, Giorgia Meloni arriva al 26,2 per cento: +0,2 per cento rispetto al 25 settembre, il giorno delle elezioni.

Al secondo posto il Pd, che cede lo 0,1 per cento, e si attesta al 19.

Terzo partito il Movimento 5 Stelle: il partito guidato da Giuseppe Conte guadagna lo 0,8% rispetto al giorno delle elezioni, mentre la Lega raggiunge l’8,3 per cento, cedendo lo 0,5,

Forza Italia è stabile all’8,1 per cento, poco dopo il partito di Matteo Salvini.

A seguire il Terzo Polo, formato da Azione e Italia Viva. Carlo Calenda e Matteo Renzi salgono al 7,9 per cento, guadagnando lo 0.1%. L’alleanza Verdi e Sinistra italiana ottiene gudagna lo 0,1% e sale al 3,5. +Europa di Emma Bonino si attesta al 2,7% perdendo lo 0.,1%. Sale dello 0,5% Italexit di Paragone e arriva al 2.4%: un risultato che lo vede sempre fuori dal Parlamento per non aver raggiunto la soglia del 3 per cento.

Noi Moderati di Lupi, Toti e Brugnaro si ferma allo 0,9%. Secondo Alessandra Ghisleri in queste elezioni è stato determinante l’astensionismo che arriva al 37,4%.

La sondaggista ha spiegato su La Stampa che l’84,3% degli elettori il 25 settembre “ha dichiarato di aver dato una preferenza consapevole e convinta”, mentre il 15,7% ha espresso un voto “contro”, per non far vincere l’avversario. Il questo contesto spicca un dati: “un terzo degli elettori del Partito Democratico ha votato ‘turandosi il naso’ (29,4%)”.

Se ne va dal Pd un buon 9 per cento che alle elezioni europee del 2019 aveva scelto il partito guidato allora da Nicola Zingaretti, spiega Ghisleri. “Per l’alleanza di centrosinistra si è passati dagli 8,3 milioni del 2018 ai 7,3 milioni di oggi con un saldo negativo di poco più di 800.000 voti”.

“Il 35,7% dell’elettorato del Pd individua nel suo Segretario il vero sconfitto di queste elezioni, tuttavia il tema si ripropone ad ogni mandato elettorale facendo emergere le difficoltà strutturali di un Partito, piuttosto che del Segretario di turno. Guardando al futuro Stefano Bonaccini ed Elly Schlein risultano essere i nomi più competitivi per il dopo Letta, tuttavia tra gli elettori del Pd emerge, forse complice la vittoria di Giorgia Meloni alle ultime elezioni, una preferenza maggiore per la Vice Presidente della Regione Emilia Romagna (26,5% vs 22,4%)”, fa sapere la sondaggista.

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