Conte: «Il governo scoprirà presto che il tema dei flussi migratori va affrontato con politiche di ampio respiro»

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«In questi giorni il Governo si ritrova subito ad affrontare il problema degli sbarchi di migranti giunti sulle nostre coste con imbarcazioni gestite da ONG».

Così in un post su Facebook il leader M5S, Giuseppe Conte a proposito dell’emergenza migranti.

«Scoprirà presto che il tema dei flussi migratori è ben complesso e va affrontato con politiche di ampio respiro, senza facili slogan o esibizioni muscolari a danno di persone e famiglie disperate. Soprattutto, questo Governo scoprirà che il nazionalismo arrogante non porta da nessuna parte e che tutte le iniziative in materia vanno inquadrate in una dimensione di solidarietà europea.
Quella stessa solidarietà a cui si oppongono proprio gli amici ungheresi e polacchi del Presidente Meloni, che con le loro rigidità vorrebbero che le politiche migratorie fossero questione esclusiva dei Paesi di primo approdo – Italia compresa», prosegue il post.

«L’urgenza di queste ore evidenzia invece che la gestione dei flussi migratori non può essere demandata alle diverse disposizioni delle singole nazioni. Serve un coordinamento europeo per l’adozione di un meccanismo comunitario di gestione, accoglienza e redistribuzione dei migranti che raggiungono le coste europee. Dobbiamo incrementare le iniziative di cooperazione, nel segno di un partenariato fra eguali, con i Paesi terzi di origine e di transito delle rotte migratorie. Abbiamo bisogno di rafforzare il sistema dei rimpatri per i migranti che non hanno diritto ad alcuna protezione. Allo stesso tempo, è necessario perorare il superamento del Trattato di Dublino e del criterio del Paese di primo arrivo (chi sbarca in Italia, sbarca in Europa) – nonché rilanciare l’istituzione di Centri di protezione internazionali nei Paesi di transito», scrive ancora Conte.

«Solo il complesso di queste iniziative congiunte e sinergiche può portare a contrastare questa moderna ‘tratta dei disperati’ che consente alle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di essere umani di lucrare sulla sofferenza delle persone.
Tutte queste iniziative vanno affrontate con equilibrio, perché il diritto di ogni Stato sovrano a controllare i propri confini non giustifica la violazione delle molteplici norme di diritto internazionale che tutelano la dignità di ogni essere umano. Trattenere in mare per alcuni giorni in più donne, uomini e minori comunque destinati a sbarcare non risolve il problema: evitiamo iniziative di pura propaganda.
Lavoriamo in modo serio per soluzioni plausibili e pienamente in linea con la tutela dei diritti fondamentali», conclude.

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