Virus, Silvestri: “I lockdown hanno funzionato per caso, e lasciandosi dietro danni socioeconomici e psicologici enormi”

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“La semplice realtà, che molti non vogliono ammettere per non doversi rimangiare scelte e prese di posizioni passate, è che” contro il virus “le chiusure hanno funzionato – per quel po’ che hanno funzionato e lasciandosi dietro danni socioeconomici e psicologici enormi – solo in conseguenza di un caso fortuito, cioè il fatto che la R0”, il cosiddetto indice di riproduzione di base (ossia il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ogni persona infetta, in una popolazione mai venuta a contatto con un nuovo patogeno emergente), “del virus originale di Wuhan fosse tutto sommato piuttosto bassa e risentisse di certe misure di contenimento”.

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Così su Facebool il virologo Guido Silvestri della School of Medicine della Emory University di Atlanta, a capo del board internazionale dell’Istituto Spallanzani di Roma, si esprime sull’effetto dei lockdown adottati inizialmente per arginare la pandemia di Sars-CoV-2.

“Questo – ha spiegato il virologo – lo diciamo visto che, di fronte a Omicron, che ha la R0 molto più alta, non ci sono state ‘chiusure’ che tenessero e fossero anche compatibili con i valori umani e morali del mondo Occidentale. Si veda in questo senso il caso esemplare della Nuova Zelanda, dove i morti sono stati 7 per milione di abitanti prima di Omicron e 425 per milione dopo Omicron, e questo nonostante i vaccini e la ridotta patogenicità della nuova variante. Mentre le misure draconiane della Cina sono arrivate a far vacillare il trono di Xi Jinping proprio nella fase post-congressuale in cui sarebbe dovuto diventare saldissimo”.

“L’ho detto e l’ho scritto mille volte – scrive ancora Silvestri – e continuerò a ripeterlo finché ne avrò la forza: a inizio pandemia e in pieno caos sanitario, un breve lockdown ci stava (io stesso lo consigliai per la Georgia nell’aprile 2020). Ma l’idea che il Covid si potesse e dovesse fronteggiare eliminando a tempo indeterminato la socialità tra le persone passerà alla storia come una delle idee più stupide e dannose mai partorite dalla mente umana”, chiosa il virologo che aggiunge un “Ps: curioso come a far dire ‘basta’ ai cinesi siano state le immagini dei Mondiali in Qatar, dove da settimane folle enormi di persone provenienti da mezzo mondo si assembrano, si abbracciano, urlano e cantano senza l’ombra di una mascherina, e senza alcuna particolare pressione sugli ospedali locali”.

Silvestri ha citato “un nuovo articolo sull’assurdità della strategia Zero Covid su cui ancora si insiste in Cina, anche se le cose potrebbero presto cambiare”. A firmare il testo, pubblicato sul ‘New York Times’, è l’esperto di salute globale Yanzhong Huang. “Interessante notare come un op-ed”, un editoriale “di questo tipo, che fino a un anno fa sarebbe stato liquidato dai soliti noti come ‘criminale’ e ‘negazionista’ – afferma ancora lo scienziato – ora venga pubblicato sul Nyt e rappresenti ormai la voce dell’epidemiologia mainstream e politicamente corretta”.

“Come dice Yanzhong Huang, che si intende di virus e di Cina un’ondata di Covid, con le attuali basse percentuali di vaccinazioni negli anziani, porterebbe in quel Paese ‘un numero stimato di 363 milioni di infezioni, circa 620mila morti, 32mila ricoveri al giorno in terapia intensiva e una potenziale crisi sociale e politica’. E sarebbe solo la prima di numerose ondate. In altre parole, se così fosse 3 anni di sacrifici immensi sarebbero serviti a poco o niente”, sottolinea Silvestri.

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