Pietro Orlandi: «Se il Vaticano da 40 anni fa di tutto per evitare che la verità possa uscire, evidentemente la verità tocca qualcosa di così pesante»

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«Non mi sono mai scusato perché non ho mai offeso nessuno. Io ho riportato un audio, non c’erano parole mie ma di un componente della banda della Magliana che fa dichiarazioni pesanti su Papa Wojtyla e la questione legata a Emanuela».

Così Pietro Orlandi, ospite a Verissimo.

«Hanno voluto legare le mie parole sulle uscite notturne, di cui tutti in Vaticano erano a conoscenza e non sono mai state ritenute una cosa grave, alle parole del componente della banda per creare una polemica», ha affermato.

«Quando sono usciti quei documenti», dice riferendosi ai Vaticanleaks, in cui» – ha ricordato Silvia Toffanin – «si parlava di un lungo soggiorno di Emanuela Orlandi a Londra, «tutti li hanno bollati come falsi, ridicoli. Anche dal Vaticano però non hanno mai risposto alla mia domanda su come mai stavano in una cassaforte della Prefettura degli Affari economici. Non ho abbandonato quella pista, credo che Emanuela sia stata portata là e, più che la Banda della Magliana, c’entra Renatino De Pedis. Emanuela è stata presa per ricattare qualcuno e De Pedis è stato utilizzato come manovalanza».

Secondo Orlandi, il Vaticano «fa di tutto per evitare che la verità possa uscire, altrimenti non mi posso spiegare tutti i comportamenti degli ultimi 40 anni».

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