Mandando via Renzi, mandiamo via chi ce lo ha messo… a fare i compitini

Il Bisturi di Clairemont Ferrand: Mandando via Renzi, mandiamo via chi ce lo ha messo… a fare i compitini

Un pericoloso fantasma si aggira per l’Italia (e per l’Europa): il M5S.

Per esorcizzare e annichilire questo pericoloso fantasma si ricorre a una tecnica che dovrebbe essere formidabile: l’accusa di populismo.

Di che cosa si tratta? Forse in pochi si sono presi la briga di verificare cosa indica innanzitutto nel suo significato.
Garzanti così lo definisce:

“1. atteggiamento o movimento politico, sociale o culturale che tende all’elevamento delle classi più povere, senza riferimento a una specifica forma di socialismo e a una precisa impostazione dottrinale

2. (spreg.) atteggiamento politico demagogico che ha come unico scopo quello di accattivarsi il favore della gente”.

Nel primo significato richiama, in altre parole, alla tutela delle persone escluse dal benessere, esclusivo appannaggio del gruppo, poco numeroso, delle persone con redditi alti, benestanti insomma.

Nel secondo, in senso dispregiativo, indica chi, movimento politico o persona, si fa carico di rappresentare le persone escluse dal benessere con il fine esclusivo di sollecitare il loro consenso in qualsiasi modo ‘disonesto’, insincero e non trasparente per poi arrivare al potere, raggiunto il quale le nobili intenzioni verrebbero messe da parte per acquisire solo vantaggi personali. E così si potrebbero definire dei profittatori dell’ignoranza delle persone povere che non sarebbero così in grado di capire bene chi davvero li tutela e chi rappresenta i loro interessi, difendendoli efficacemente.

Come facilmente si può riscontrare, il mondo massmediatico italiano, che certamente non è controllato nella proprietà e perciò nello stabilire la linea editoriale, da persone con bassi redditi, utilizza il termine populismo solo nel suo significato dispregiativo.

E’ bene precisare che mentre qualche anno fa, i cosiddetti operatori dell’informazione e cioè quelli comunemente definiti con il termine giornalisti, facevano parte del gruppo delle persone agiate, ultimamente, grosso modo dal 2008 in poi, si sono visti diminuire enormemente il loro tenore di vita e oggi non appartengono più al gruppo cui appartenevano prima anche se non si possono definire indigenti. Mantengono il blasone ma le loro condizioni di vita sono drasticamente peggiorate, ma essi, per orgoglio o per il rifiuto di prenderne atto, si sentono ancora come se le loro condizioni fossero non mutate nella loro valenza positiva e perciò credono di tutelare meglio se stessi difendendo interessi che nella realtà non sono più loro. E così si scagliano con rabbia e odio contro i ‘populisti’, mentre ad una valutazione oggettiva, disincantata e distaccata, proprio essi dovrebbero sostenere. Ma la paura è che manchi il pane, così preferiscono la dignità ferita e la libertà limitata, piuttosto che correre il rischio di vivere come persone libere. Ma in effetti coltivano ancora il sogno di far parte dell’élite.

Ma andiamo ancora più in profondità.

L’élite, che per definizione dovrebbe essere la classe dirigente che cura il benessere di tutti, e cioè anche di quelli che non hanno esattamente i loro stessi interessi, dovrebbe essere legittimata a esercitare la funzione di governo in quanto riesca ad assicurare all’insieme della nazione condizioni di vita dignitose. Se così fosse nella realtà, il problema del ‘populismo’ neanche si porrebbe perché mancherebbero le condizioni minimali e indispensabili per affermarsi e trovare sostenitori.

Ma cosa è successo a partire dai primi anni del nuovo millennio?

C’è stato l’avvento dell’euro, l’espandersi delle competenze e poteri dell’Unione Europea, la finanziarizzazione spinta dell’economia, in altri termini la scelta di far prevalere l’economia di carta in Occidente, assicurandosi enormi e assurde ricchezze per pochissimi (gli squali alla Soros), e lasciare alla Cina e all’Oriente la fatica di produrre le cose materiali utilizzandone gli operai sotto pagati e senza diritti.

Questo modello è andato in crisi irreversibile con il fallimento di Lehmans Brothers.

Solo che si è voluto fare finta di nulla, individuare qualche capro espiatorio, e continuare tutto come prima, scaricando questa crisi di Wall Street su tutto il resto del mondo. Ma è di tutta evidenza come il sistema non regga più. Non avrebbe retto neanche con il bellicismo della Clinton, chiamata a rappresentare quegli interessi, per intenderci meglio, gli interessi degli gnomi di Wall Street, di Soros e compagnia.

Ma gli americani, nonostante l’enorme potenza di fuoco di questa compagnia, hanno chiaramente preferito cambiare registro. Hanno dichiarato fallito quel modello di economia. E così si apprestano a fare gli italiani, i francesi, i tedeschi, gli spagnoli, persino gli inglesi e gran parte degli europei a ovest e a est.

Una classe dirigente che ha clamorosamente mancato gli obbiettivi minimali deve essere confermata? Non ci insegnano loro il tanto decantato merito, l’osannata corrispondenza necessaria tra risultato e premio? E perché proprio per loro, le loro regole, che hanno scritto loro nei loro sacri canoni, non dovrebbero valere?

Beh… perché il popolo non capisce niente e ancor meno dei ragazzi senza arte né parte, quelli del M5S, che lo vorrebbero tutelare nel suo interesse essenziale e vitale.

I rappresentanti italiani di questa élite, che si è genuflessa senza vergogna, senza dignità, a quella tedesca e americana e che con la sua incapacità ha impoverito il nostro popolo, distrutto la nostra industria, il nostro sistema bancario, il nostro sistema sanitario, il nostro welfare, pretende ancora di esercitare il potere politico, economico, finanziario per designazione del destino, quello rigorosamente laico però, quello, dei soldi e del potere, fine a se stesso.

Per bocca di Napolitano e di qualche altro intellettuale ‘organico’, come un tempo si definivano quelli obbedienti, vorrebbero persino che fosse abolito il suffragio universale, e così fossero abilitati al voto solo quelli illuminati e quelli da loro scelti, ovviamente per obbedienza e servilismo.

In tale maniera vorrebbero continuare a esercitare il potere per produrre ancora nuovi terrificanti disastri.

Loro, la cosiddetta classe dirigente italiana, l’élite nostrana, ha lasciato in macerie la nostra nazione e ha ridotto al lastrico milioni di famiglie italiane, che ora fanno la coda alle mense della Caritas in tutte le città di quello che fu il Bel Paese.

Essi non sono più abilitati a governare perché hanno dimostrato di non esserne in grado. Ben vengano persone, giovani e persino giovanissime, che non hanno, fortunatamente, la loro esperienza e il loro curriculum. Sicuramente non combineranno i loro disastri e non potranno che fare meglio di loro. Del resto l’asticella è talmente bassa che con pochissimo sforzo la si può saltare a una tacca superiore.

Prima avevano scelto un certo Monti, di triste memoria, poi sono passati a un certo Letta, che sarebbe dovuto rimanere sereno, recentemente hanno scelto un ragazzotto fiorentino che sa fare quasi bene il mestiere di commediante in tv. Lui non meriterebbe nessuna considerazione, ma purtroppo siamo costretti a farlo, perché mandando via lui, stiamo mandando via chi ce lo ha messo… a fare i compitini, decisi oltretutto dai loro capi tedeschi e che loro hanno semplicemente a lui riferito.

Non possiamo mancare l’occasione di dire, anzi di scrivere NO, a tutti loro non più tardi di Domenica prossima, fra due giorni due!

Napolitano da Vespa: ‘Non si vota per tagliare il numero dei parlamentari’

Alla fine il grande capo l’ha ammesso: al referendum del 4 dicembre non si voterà per tagliare il numero dei parlamentari, ma per avere un “Senato che rappresenti i territori e che sia più snello”. Tradotto: per togliere il diritto dei cittadini di votare per i senatori e creare un Senato di nominati. Ma non ci aspettavamo che Napolitano ci rivelasse tutto.

Durante la puntata di Porta a Porta del 21 novembre scorso l’ex-presidente della Repubblica ha detto in merito all’obiettivo del referendum di domenica prossima: “Non condivido quelle motivazioni. Ma al referendum non giudichiamo Renzi. L’occasione per farlo la avremo alle prossime elezioni, fissate per il 2018″.

Napolitano conosce già la data delle prossime elezioni, ma la vittoria del No potrebbe cambiare tutto. Aspettiamo con ansia il 5 dicembre per conoscere il futuro di questo Paese.

L’attacco massiccio dei media italiani contro il M5S avrà un effetto boomerang come per Trump?

Il Bisturi di Clairemont Ferrand: L’attacco massiccio dei media italiani contro il M5S avrà un effetto boomerang come per Trump?

Fa veramente impressione l’attacco, che appare di tutta evidenza livoroso – e oltretutto di pancia e perciò irrazionale, irragionevole e fuori misura – condotto in ‎maniera massiccia e congiunta, di tutti i media italiani contro il M5S, utilizzando anche fatti insignificanti, come qualsiasi persona non prevenuta può giudicare.

Sarà controproducente tanto quanto lo è stato l’attacco dei media americani contro Trump, al punto, probabilmente, da aiutarlo a vincere?

Il referendum sarà l’harakiri ‎dei media italiani, come lo è stato la campagna contro Trump per i media americani?

Possibile che quanto è successo solo pochi giorni fa negli Stati Uniti non abbia insegnato nulla agli editori e ai superpagati direttori dei media italiani‎, da loro scelti?

L’esagerato, e quindi sospetto, accanimento contro il M5S – un movimento politico troppo nuovo per avere scheletri negli armadi e quindi difficilissimo‎ da attaccare sul piano etico – produrrà l’effetto opposto di quello desiderato, rafforzandolo anziché indebolendolo?

I media hanno avuto gioco facile con Berlusconi, demonizzandolo, perché avevano ‎qualcosa di concreto a cui attaccarsi, ma con il M5S, che ha portato a livello amministrativo e parlamentare dei ragazzi con il candore tipico, si potrebbe dire, degli adolescenti, il gioco riuscirà?

Possibile che la gente non sappia distinguere tra un De Luca e un Di Maio o un Di Battista o una Raggi o una Appendino? O con un navigato politico come Renzi?

Potrebbe essere alto il rischio che i media italiani siano i primi sconfitti accanto a Renzi e ai suoi più intimi?

La strategia di Gian Roberto ‎Casaleggio di portare nelle istituzioni gente sconosciuta, fuori dai giochi, da tutti i giochi, e perciò neanche lontanamente attaccabile con i metodi di demonizzazione che sempre hanno funzionato con politici di professione o con noti uomini di affari e imprenditori, riuscirà vittoriosa?

Non dovremo aspettare‎ molti giorni per saperlo.

Gli abitanti di questo paesino sono diventati milionari da un giorno all’altro

Una storia straordinaria.

Gli ottanta abitanti di Cerezales, piccolo paesino spagnolo del Condado sono diventati milionari all’improvviso.

Non perché hanno vinto alla lotteria. Queste persone sono diventate ricche grazie alla generosità di Antonino Fernández Rodriguez, per anni Ceo dell’azienda di birra messicana Corona. Fernández, filantropo e da sempre apprezzato per le sue opere di bene, è deceduto lo scorso agosto. Prima di andarsene ha lasciato in eredità agli abitanti del suo villaggio natale quasi 200 milioni di euro, ovvero 2 milioni e 350mila euro ciascuno.

Il gesto di Fernández ci dà speranza. Ci ricorda che in un mondo in cui i super ricchi accumulano profitti calpestando i diritti dei lavoratori, qualcuno è rimasto dalla nostra parte.

Una storia sorprendente, che merita la condivisione.

La denuncia di Striscia: ‘Voto italiani all’estero può essere taroccabile’

Video di Striscia la Notizia: Voto italiani all’estero

Solo qualche giorno fa un italiano residente a Praga ha ricevuto due schede elettorali.

Il Fronte del No, dopo questo episodio, ha annunciato che presenterà ricorso nel caso in cui il Sì vinca grazie ai voti dei nostri connazionali all’estero. Alessandro Pace, presidente del comitato del No, sostiene che per il modo con cui si vota dall’estero “non è garantita la segretezza”.

Così Striscia la Notizia ha voluto vederci chiaro. Valerio Staffelli nel video che potete vedere sopra torna sui problemi che potrebbe generare il sistema di voto per gli elettori italiani all’estero.

Una cittadina italiana che vive negli Stati Uniti, ad esempio, afferma di aver ricevuto delle buste per rispedire le schede elettorali solo affrancate, e non raccomandate e assicurate. La firma non è richiesta, perciò, aggiunge la donna: “Se vivessimo con qualcuno sarebbe semplice per quel qualcuno votare al nostro posto”.

Il voto degli italiani all’estero per essere valido, conclude Staffelli, dovrebbe essere personale, segreto e libero. Qua abbiamo un voto collettivo e taroccabile.

Austria, Hofer è pronto a indire un referendum per l’uscita dall’Ue

In Austria fanno sul serio.

Forse è il motivo per cui il secondo turno delle elezioni presidenziali è stato annullato per brogli e si ripeterà il 4 dicembre.

La prossima settimana potrebbe riservarci grandi sorprese: gli italiani potrebbero dare una spallata al governo Renzi e obbligarlo ad andare al voto nei prossimi mesi. E gli austriaci potrebbero eleggere Norbert Hofer, l’euroscettico che fa tremare Bruxelles. A sfidarlo sarà il candidato dei Verdi Alexander Van der Bellen.

Hofer non è per l’uscita immediata dell’Austria dall’Unione europea, ma due circostanze potrebbero indurlo a sostenere il referendum per la ‘Oexit’, l’uscita dell’Austria dall’UE: l’ingresso della Turchia nell’Unione e il modo in cui Bruxelles risponderà alla Brexit. “Se la risposta sarà quella di rendere l’Ue più centralizzata, con i parlamenti nazionali privati sempre più dei loro poteri e con l’Unione governata come uno stato, dovremo convocare un referendum in Austria, perché questo porterebbe ad una modifica della Costituzione,” ha detto Hofer.

Stiamo a vedere. E prepariamoci: l’Unione Europea potrebbe crollare da un momento all’altro. Oppure cambiare in meglio.

Un carico di bombe al porto di Cagliari, Pili: ‘Sardegna devastata per far contenta industria bellica’

Un carico di bombe è arrivato nella notte al porto di Cagliari. Destinazione: il poligono Nato di Teulada.

Riportiamo di seguito la denuncia del deputato di Unidos Mauro Pili: la Sardegna viene usata come campo di devastazione per sperimentare armi ed esplosivo e ‘far contenta’ l’industria bellica.

“E’ notte fonda quando al molo Grendi del Porto canale di Cagliari attracca una nave sospetta. Sono le 24.00 del 16 novembre.

In un attimo la nave cargo viene circondata dagli operatori portuali. Con loro, però, ci sono mezzi che non passano sotto traccia. Le autobotti cariche di liquido a pronta presa sono piazzate strategicamente sul pianale di sbarco. I vigili del fuoco scendono in assetto di guerra. Pronti ad ogni evenienza.

Il carico di bombe questa volta volta è tutto per la Sardegna.

L’arrivo di un gigantesco carico di esplosivo è stato pianificato in tutti i suoi dettagli.

I tir sono sbarcati mimetizzati con le insegne della mulino bianco e della scavolini.

Le distinte di viaggio riservate della notte del 16 novembre scorso,però, parlano chiaro: carico esplosivo, destinazione Sardegna – molo Grendi.

Ad accoglierli mezzi delle forze dell’ordine e dell’esercito.

Un po’ troppo per biscotti e cucine.

In realtà la missiva della Pons Ltd non lascia adito a dubbi: imbarco/sbarco esplosivi. Orario fissato alle 22.30 fine all’una del mattino.

Come si conviene ad un carico da nascondere. Decine di tir lasciano il porto Canale. Una ditta di trasporti del nord Italia ha il mandato commerciale del servizio. Escono in fila indiana intervallati da mezzi militari e forze dell’ordine.

Destinazione Decimomannu. Carico per aeronautica e non solo.

Trascorrono due giorni nella base aerea e poi, sempre in colonna marciante verso il Sulcis. Missione Teulada. E’ pomeriggio inoltrato quando solcano la soglia del poligono Sud della Sardegna.

Operazioni lunghe. I rimorchi restano dentro la base. Le motrici, vuote, fuori. In bella mostra.

I tasselli ora dopo ora si ricostruiscono. La domenica notte è lunga. Le operazioni interne di carico e scarico non prevedono presenze estranee. Fuori anche gli autisti dei tir.

Cosa contenevano quelle decine di Tir? non certo biscotti!

Un carico di esplosivo questa volta destinato alla Sardegna.

I documenti segreti parlano chiaro e nessuno li potrà smentire.

Quell’esplosivo già da stamane era in volo. Per schiantarsi sulle coste della Sardegna. A destra e a manca. Impunemente.

Sardegna da devastare a colpi di bombe. Quelle nascoste dentro i tir dei biscotti. Come si conviene a chi si deve nascondere.

Povera terra di Sardegna usata come campo di devastazione per sperimentare armi ed esplosivo. Per far contente le industrie belliche che foraggiano il sistema.

E i sardi inermi dinanzi a cotanto scempio. Non ci resta che continuare a denunciare questo scempio di Stato.

Sperando che prima o poi qualche tribunale si accorga del disastro ambientale e dei traffici di armi!

Per questo bisogna rompere il silenzio, nonostante i furtivi viaggi della notte”.

La vicenda delle bombe italiane in Yemen

Non è la prima volta che le bombe passano da Cagliari.

Nell’ottobre 2015 un’inchiesta di Malachy Browne su Reported.ly ricostruì il percorso degli ordigni usati dai sauditi per bombardare i civili in Yemen. Ordigni che partivano dall’aeroporto di Cagliari-Elmas.

Lo scorso mese questa storia è balzata nuovamente all’onore delle cronache dopo l’apertura di un’indagine da parte della procura di Brescia: si ipotizza il reato di “violazione della legge che vieta l’esportazione di armi verso Paesi in guerra”.

Ovvero la produzione della multinazionale Rvm (l’azienda che realizza le bombe spedite in Arabia Saudita) formalmente è tedesca, e non italiana, anche se lo stabilimento si trova in Sardegna.

L’ipotesi è che il divieto di esportare armi sarebbe stato aggirato in questo modo.

La tassa occulta sulle partite Iva

Un’altra stangata è in arrivo.

Dopo aver massacrato gli anziani, che ora dovranno pagare il ticket per prestazioni chirurgiche che prima erano gratuite come l’intervento alla cataratta, il governo si appresta a colpire le partite Iva.

Confprofessioni Lazio ci fa sapere che “nel prossimo triennio i nuovi adempimenti introdotti dal dl fiscale peseranno 10 miliardi su imprese e professionisti”.

Ovvero ciascun cittadino si troverà a dover pagare 480 euro circa nel 2017, per poi passare a 720 nel 2018.

E in particolare, leggiamo nella nota, “rendendo trimestrali adempimenti oggi annuali si inflaziona ancora di più un calendario già affollato di scadenze, si aumenta il peso della burocrazia a scapito delle semplificazioni e, infine, si introduce una tassa occulta che paradossalmente grava su imprese e professionisti più dell’intero gettito previsto dalla manovra”.

Ecco come il governo Renzi vuole far ripartire l’Italia: a colpi di tasse contro il popolo delle partite Iva.

Torna il Renzicottero: ecco quanto ci costano i voli di Stato

Secondo AGI bisogna festeggiare. Ai cittadini invece non resta che piangere.

Come osserva l’agenzia, Matteo Renzi “si appresta a festeggiare i 20mila chilometri in viaggio” dal 21 ottobre a oggi tra impegni di governo e campagna referendaria.

Renzi usa aereo o il “renzicottero” per le lunghe distanze e sulle brevi si sposta in automobile: si stima che il capo del Governo abbia percorso circa 9.145 chilometri in Italia nell’ultimo mese. Si arriva a 20mila se si contano gli impegni all’estero.

Quello che l’AGI si dimentica (si fa per dire) di raccontarci e che non è Renzi a pagare per i suoi viaggi in giro per l’Italia. Ma i contribuenti italiani strozzati dalle tasse che ogni giorno si spezzano la schiena per tirare avanti.

E l’AGI non ci racconta che non tutte sono tappe istituzionali. Il Giornale riporta l’ultima accusa conto il premier: il 22 ottobre scorso Renzi, a bordo di un volo di stato, è partito da Messina per raggiungere Reggio Calabria, dove avrebbe avuto altri appuntamenti a sostegno del Sì al referendum.

Non è la prima volta che il premier viene criticato per l’uso dei mezzi militari pagati con i soldi pubblici. Nel maggio 2015 il M5S aveva presentato un’interpellanza in Parlamento per avere chiarimenti su tre voli di Stato in Trentino, a pochi giorni dal voto amministrativo delle province autonome.

Secondo i dati raccolti dal Giornale, solo quei voli elettorali dell’anno scorso sono costati ai cittadini 40 mila euro totale. Ogni volta che Renzi si è alzato in volo per 40 minuti con i suoi compagni del Pd, gli italiani hanno speso 3500 euro.

Capiamo che un presidente del Consiglio abbia l’agenda carica e poco tempo per spostarsi con i mezzi pubblici. Ma per gli spostamenti della campagna elettorale usi i soldi suoi e non quelli degli italiani.

Cameron e Clinton sono caduti come birilli, ora sarà il turno di Renzi

Il Bisturi di Clairemont Ferrand: Cameron e Clinton sono caduti come birilli, ora sarà il turno di Renzi

Non possiamo nascondere la nostra soddisfazione per questa presa di posizione così netta del Responsabile del Family Day!

Ci fa piacere anche che si sia espresso non in politichese, ma il italiano corretto e facilmente comprensibile.

Ci fa piacere anche perché di cattolici coraggiosi contro i potentati globali ne avevamo davvero bisogno!

Renzi, pur di ingraziarsi Obama – ma soprattutto ‎quelli che stanno sopra di lui e che con i loro soldi lo hanno fatto Presidente degli USA – non ha esitato a svendere l’Italia per un piatto di lenticchie e a tradire la sua stessa formazione cattolica.

Infatti ha sostenut‎o, fino a chiedere la fiducia – benché avesse solennemente promesso che mai l’avrebbe usata su temi etici – la riforma del diritto di famiglia nel senso auspicato dalla multinazionale di Soros – lo squalo speculatore, che per mestiere aggredisce nazioni che si trovano in difficoltà economica per accumulare per sé fortune sulla pelle della povera gente di queste.

La multinazionale di Soros è quella che sostiene e spinge la teoria ideologica gender‎, non perché gli interessi qualcosa di etico, ma solo ‎per ridurre a merce anche il corpo delle donne e specularci commercialmente con le cliniche specializzate. Insomma affinché nulla scampi al più bieco sfruttamento economico.

L’organizzazione di Soros e degli altri squali che sono con lui spinge infatti a tutto tondo con la sua potente azione di lobbying ogni tipo di globalizzazione malefica tra cui quella dei trattati internazionali TTIP (tra USA e UE) e TPP (tra USA e nazioni asiatiche, esclusa la Cina), non perché gli interessi lo sviluppo degli scambi ‎economici internazionali, ma per sottomettere qualsiasi entità economica allo strapotere delle multinazionali USA e UE, uccidendo il tessuto delle piccole e medie imprese europee e avvelenandoci con i prodotti peggiori a basso prezzo, come già fanno in USA.

L’organizzazione di Soros, finanziata con il sangue della povera gente che è capitata sotto le sue grinfie di speculatore ‎finanziario globale senza scrupoli, è anche quella che ha fatto nascere le cosiddette “primavere arabe” con l’obiettivo di trarre vantaggi economici dalla destabilizzazione degli stati del medio oriente, e le cosiddette “rivoluzioni colorate” nell’Europa dell’est (Georgia, Ucraina, ecc.) sempre con l’obbiettivo finale di trarre vantaggi economici.

Ecco, Renzi si è fatto compagno di merenda e servo (sciocco, oltretutto)‎ di tale bella compagnia.

Il premier ha adottato le loro politiche, non perché gli interessassero i diritti dei gay, ma per esigenze di cordata politica, essendo che Obama, o meglio Clinton, Merkel, Holland, l’inglese Cameron e allegra compagnia ‎ne fanno parte e lui, sotto gli auspici di Draghi, Napolitano, ecc., è stato cooptato in essa, trovandosi, da parente povero però, a pieno agio anche se visibilmente sopportato.

Ebbene, Cameron, la Clinton, sono caduti rapidamente come birilli ‎uno dopo l’altro.

Ora sarà il turno di Renzi.

L’occasione del referendum non andrà perduta per fare piazza pulita di politiche nefaste imposte dall’alto che hanno immiserito ‎l’Italia, l’ultima delle quali è la riforma costituzionale ad uso e consumo dei potentati globali, come Soros e squali vari.

Tra non molto sarà il turno di Merkel e di Holland. Così l’aria in Europa e nel mondo sarà almeno un poco di più respirabile per noi gente comune.

Non ci attendiamo una catarsi e non pensiamo che dopo di loro ci sarà un mondo perfetto, ma almeno la deriva dell’annientamento ‎completo delle condizioni di vita della stragrande maggioranza della popolazione in Europa, Stati Uniti e nel mondo subirà uno stop forte e deciso.

E insegnerà a loro e ad altri a non riprovarc‎i.

Per lo meno, noi avremo anticorpi più potenti!

Quello che i media non dicono